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CICLO DI VITA DELL’IVD

Scritto da Ftr Advisor | Jan 31, 2026 2:03:42 PM

CICLO DI VITA DELL’IVD: COME INTEGRARE PRESTAZIONI, RISCHIO E PMS

L’ESEMPIO


CICLO DI VITA DELL’IVD: COME INTEGRARE PRESTAZIONI, RISCHIO E PMS – L’ESEMPIO

Il Regolamento (UE) 2017/746 (IVDR) ha introdotto un cambiamento nel modo in cui i dispositivi medico-diagnostici in vitro (IVD) devono essere progettati, documentati e mantenuti sul mercato. Uno dei punti più delicati, e spesso sottovalutati, è la capacità di collegare in modo coerente la valutazione delle prestazioni, la gestione del rischio e le attività di sorveglianza post-commercializzazione (PMS e PMPF) lungo tutto il ciclo di vita del dispositivo. Spesso questi elementi vengono trattati come documenti separati e sviluppati in momenti diversi creando disallineamento, quando, invece, viene richiesta coerenza, tracciabilità e aggiornamento continuo tra essi. L’IVDR non introduce formalmente un “life cycle model” unico, ma distribuisce i requisiti lungo tutto il ciclo di vita del dispositivo, dalla definizione dell’uso previsto fino alla sorveglianza post-market. Possiamo schematizzare il ciclo di vita di un IVD in cinque fasi tra loro dipendenti; infatti, le decisioni prese all’inizio hanno effetti diretti su PMS, PMPF, PSUR e sugli aggiornamenti della documentazione tecnica:

  1. Definizione dell’uso previsto e delle prestazioni
  2. Progettazione e sviluppo
  3. Valutazione delle prestazioni
  4. Immissione sul mercato
  5. Sorveglianza post-commercializzazione

Prima di vederne l’integrazione, una breve introduzione su prestazioni, rischio e sorveglianza post-commercializzazione (PMS).

La valutazione delle prestazioni non è un capitolo della documentazione tecnica, ma il fondamento scientifico del dispositivo. Le prestazioni si articolano in tre dimensioni: validità scientifica, prestazioni analitiche e prestazioni cliniche. Questi elementi devono essere coerenti con l’uso previsto, giustificati con dati adeguati e aggiornabili nel tempo.
Errore comune: trattare la valutazione delle prestazioni come un’attività “one-shot”, da completare prima della marcatura CE. In realtà, le prestazioni devono essere confermate e monitorate anche dopo la commercializzazione.

La gestione del rischio non deve essere esclusivamente a servizio della sicurezza del paziente. Il rischio è strettamente legato anche a rischio di prestazione insufficiente, rischio di risultati falsi positivi o falsi negativi e rischio clinico derivante da un uso improprio dell’informazione diagnostica. Questo significa che i pericoli identificati nel documento di gestione del rischio devono riflettersi nelle prestazioni dichiarate, che le misure di controllo del rischio devono essere verificate con dati di prestazione e che le prestazioni devono dimostrare di ridurre il rischio ad un livello accettabile. Si avverte subito come prestazioni e rischio siano facce della stessa medaglia.

La sorveglianza post-commercializzazione (PMS) non è una mera raccolta passiva di reclami, ma è un “sistema nel sistema di gestione” che deve essere:

  • pianificato,
  • proporzionato alla classe di rischio,
  • basato su dati reali,
  • integrato con la gestione del rischio e con la valutazione delle prestazioni.

Il sistema di sorveglianza post-commercializzazione deve permettere di rispondere a domande quali:

  • Le prestazioni dichiarate sono confermate nel mondo reale e nell’utilizzo reale?
  • Ci sono nuovi rischi o trend di rischi noti?
  • I benefici superano ancora i rischi?

Il collegamento tra pre-market e post-market è rappresentato dal PMPF (Post-Market Performance Follow-up). Il PMPF serve a confermare le prestazioni cliniche nel contesto reale, raccogliere dati aggiuntivi su popolazioni diverse e verificare assunzioni fatte in fase pre-market. Non è obbligatorio per tutti gli IVD, ma deve sempre essere valutata e giustificata la sua non applicabilità. Errore tipico: dichiarare “PMPF non applicabile” senza una giustificazione scientifica robusta.

Arriviamo così alla integrazione pratica. Durante un’analisi documentale, condotta anche in autonomia, occorre cercare sia i documenti in quanto evidenze oggettive, sia l’esistenza di una loro coerenza trasversale. Esempi di coerenze ricercate possono essere:

  • Un rischio identificato è monitorato nel PMS?
  • Un claim di prestazione è verificato post-market?
  • Un trend PMS aggiorna la valutazione delle prestazioni?
  • Nel caso di un cambiamento clinico, avviene una valutazione dell’impatto sulla gestione del rischio?

Vediamo un esempio pratico di integrazione tra prestazioni, rischio e PMS. L’esempio riportato ha finalità esclusivamente illustrative ed è stato elaborato come caso fittizio a scopo didattico. Non si riferisce a dispositivi reali, prodotti commercializzati, produttori specifici né a situazioni cliniche o regolatorie effettive. Qualsiasi riferimento a prestazioni, rischi, dati clinici o attività di sorveglianza post-commercializzazione è da intendersi puramente esemplificativo e non rappresenta valutazioni tecniche o regolatorie su dispositivi esistenti.

IVD: Test immunologico per la rilevazione qualitativa di un biomarcatore infettivo

Prestazioni dichiarate
Uso previsto: Test immunologico qualitativo destinato alla rilevazione del biomarcatore X in campioni di siero umano, a supporto della diagnosi dell’infezione Y. Prestazioni cliniche dichiarate: Sensibilità clinica: ≥ 95% eSpecificità clinica: ≥ 97%. Questi valori sono supportati da studi pre-market, letteratura scientifica e dati analitici di validazione.

Gestione del rischio

Dalle prestazioni dichiarate derivano rischi clinici diretti, vediamo un esempio di pericolo identificato: 

Pericolo

Situazione pericolosa

Danno potenziale

Collegamento con le prestazioni

Misure di controllo del rischio

risultato falso negativo

paziente infetto non identificato

ritardo diagnostico e terapeutico

Un falso negativo è direttamente correlato alla sensibilità clinica

Il rischio è accettabile solo se la sensibilità dichiarata è mantenuta nel tempo

Definizione di un valore minimo accettabile di sensibilità

Chiare istruzioni IFU su limiti del test

Addestramento dell’utilizzatore

Quindi, il rischio “dipende” dalle prestazioni.

Integrazione nel PMS Plan
Ora entra in gioco la Post-Market Surveillance. Nel PMS Plan, il Fabbricante definisce indicatori specifici legati proprio a quel rischio e attività mirate per misurare gli indicatori. Indicatori (KPI) di PMS:

  • Frequenza di segnalazioni di falsi negativi
  • Distribuzione geografica / lotto / popolazione
  • Confronto con i dati pre-market

attività mirate:

  • Raccolta sistematica di reclami relativi a risultati falsi negativi e segnalazioni di discordanza con test di riferimento
  • Analisi periodica del trend di risultati inattesi

Il sistema di sorveglianza post-commercializzazione (PMS) non raccoglie dati a caso, ma verifica se le prestazioni reali restano coerenti con quelle dichiarate.

PMPF come ponte
Supponendo che il dispositivo sia di classe C o D o utilizzi biomarcatori emergenti o sia basato su assunzioni cliniche limitate, il Fabbricante pianifica un PMPF mirato per:

  • Raccolta dati post-market su:
    • sensibilità clinica in popolazioni diverse
    • contesti d’uso reali (laboratori periferici vs centrali)
  • Confronto continuo con il valore dichiarato ≥ 95%
L’integrazione

Ci possiamo trovare in uno scenario in cui tutto è coerente e quindi la PMS conferma sensibilità ≥ 95% e non abbiamo un trend negativo, pertanto non si richiede una specifica azione correttiva e si conferma il claim. Oppure, i nostri indicatori ci informano su un aumento di falsi negativi in una specifica popolazione. Ecco che scatta la gestione integrata del sistema. È necessario introdurre delle azioni come, ad esempio, aggiornamento risk management, limitazione dell’uso previsto, revisione IFU o aggiornamento valutazione delle prestazioni, garantendo la coerenza tra prestazione dichiarata, rischio e risultati del PMS.

In conclusione, implementando un “sistema” e non creando dei “documenti”:

  • il claim di prestazione sarà giustificato
  • il rischio clinico sarà chiaramente collegato
  • il PMS sarà in grado di monitorare esattamente quel determinato rischio.

 

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